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Acqua nel telefono o laptop? Ecco come asciugarli

Immagine gentilmente concessa da seaskylab a freedigitalphotos.net Immagine gentilmente concessa da seaskylab a freedigitalphotos.net
 

U na delle cause più comuni di rottura dei telefoni cellulare è ahimé l’annegamento… Purtroppo è cosi, molti telefoni si danneggiano in seguito alla caduta in acqua (spesso nella tazza del gabinetto) o a causa della pioggia. Vi sarà infatti capitato di ritrovarvi in un temporale improvviso e senza ombrello e sapete bene come va a finire… Peggio è quando ci ritroviamo con la borsa del portatile o il tablet.

Inutile dirlo che acqua ed apparecchiature elettroniche non vanno d’accordo.

Ma tranquilli non tutto è perduto, se infatti si tratta di semplice acqua, e non magari un bel lavaggio con acqua e sapone nella lavatrice, il danno è rimediabile e avvolte si può pure resuscitare dalla lavatrice… ma come si suol dire, sempre meglio prevenire che curare.

Ma se ormai il danno è fatto e vi ritrovate acqua da tutte le parti ecco cosa fare.

  1. Per prima cosa NON ACCENDETE IL TELEFONO (o tablet o laptop che sia), questo è il punto fondamentale. Se provate in questa fase ad accendere il vostro dispositivo, con molta probabilità brucerete i circuiti interni a causa del cortocircuito causato dall’acqua.
  2. Smontatelo il più possibile. Nel caso di un cellulare rimuovete cover batteria e schede mentre per il portatile, se non siete pratici, dovrete limitarvi a rimuovere solo la batteria. In caso in cui abbiate dimestichezza con l’hardware vi suggerisco di rimuovere i pannelli inferiori che danno di solito accesso a RAM e Hard disk. Per i Tablet in genere non è possibile smontare nulla quindi passate direttamente al punto 3.
  3. Riponete su un piano un asciugamano ben asciutto e stendetevi sopra il vostro dispositivo smontato.
  4. Adesso con un asciugacapelli, asciugate bene tutte le componenti poco alla volta. Per essere sicuri di non causare danni con troppo calore provate con la mano a quale distanza riuscite a tenerla davanti al getto d’aria senza scottarvi e usatela come riferimento. Riservate più tempo per le parti elettroniche assicurandovi di dirigere il getto in modo che entri in tutte le fessure e in quelli che credete possano essere punti da cui è entrata l’acqua (soprattutto i connettori). Vi suggerisco di ripetere 3 o 4 volte questa procedura per le parti o i dispositivi più sigillati.
  5. Adesso un piccolo trucco. Prendete una vaschetta o una zuppiera che possa contenere in vostro dispositivo e le sue componenti e riempitela di riso. Si esatto riso, normalissimo riso da cucina. Mi raccomando il pacchetto deve essere nuovo e sigillato prima di riporlo. Immergete quindi il dispositivo nel riso (vi suggerisco di avvolgerlo in un foglio di carta assorbente prima cosi da evitare che il riso si insinui in parti delicate) e lasciatecelo per almeno 48 ore. Il riso è infatti un potente deumidificante naturale. La sua bassa percentuale di umidità ne permette l’assorbimento dall’esterno e quindi assorbirà anche l’umidità residua nel vostro dispositivo.
  6. Estraete il telefono, ispezionatelo e se non vi sono segni particolari di presenza di umidità rimontatelo. In caso presenti sempre segni di umidità ripetete la procedura dal punto 3 in poi.
  7. Adesso è il momento fatidico, premete il pulsante di accensione e con un può di genuina fortuna il vostro dispositivo sarà incolume. Se non si dovesse avviare, prima di disperare, provate a metterlo in carica, infatti i giorni di disattivazione e l’acqua potrebbero aver scaricato la batteria. Collegatelo quindi all’alimentazione e poi riprovate.

ATTENZIONE!!! Se insieme al dispositivo si fosse bagnato pure il caricabatterie o l’alimentatore, eseguite la medesima procedura anche per lui e prima di collegarlo al dispositivo, collegatelo alla rete mediante una presa sicura e dotata di sistemi di sicurezza (CON ESTREMA ATTENZIONE) e verificate non vi siano problemi. Se tutto risulta regolare potete collegarlo.

(Immagine gentilmente concessa da seaskylab a freedigitalphotos.net)

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